Antonio Luigi Allavena (Sanremo 1877- Bordighera 1954)
ll principale rappresentante di una dinastia di acquarellisti liguri attivi a Bordighera. Verso il 1900, si trasferì a Bordighera Alta, in Via Dritta 16, dove si stabilì e creò la maggior parte delle sue opere.
Luigi Allavena interpreta l'atto pittorico con un'intransigenza intellettuale ereditata dal fratello maggiore Michele. Per il pittore l'arte si configura come un ritmo aritmetico, una disciplina rigorosa che egli sceglie deliberatamente di "stringere nel reclusorio di una verità senza sfumature", come sottolinea Dino Taggiasco in una pubblicazione del 1930.
Questa volontà di rapportarsi alla realtà con assoluta fedeltà, rifuggendo interpretazioni arbitrarie o derive eccessivamente soggettive, costituisce il cuore della sua poetica. Allavena traduce l'osservazione dell'ambiente circostante attraverso un linguaggio analitico e misurato, dove l'emozione è mediata da un'inquadratura equilibrata e da un rigore prospettico impeccabile. E' in questo scenario che si rivela la sua vera maestria: un uso sapiente delle luci e delle ombre che conferisce ai volumi un rilievo quasi scultoreo.
Attraverso la ricca gamma tonale dei suoi acquerelli, Allavena ci restituisce sia l'intimità dei borghi antichi, popolati da lavandaie e arricchiti di dettagli quotidiani come cesti di bottega e panni stesi, sia l'ampio respiro dei panorami della Riviera e della Costa Azzurra.
Cantore fedele dei motivi medievali di Bordighera Vecchia, Allavena ha saputo intercettare il gusto dei viaggiatori colti dell'epoca; una fortuna critica che prosegue ancora oggi, come testimonia la presenza delle sue opere in numerose e prestigiose collezioni private, in Italia e all'estero.
Nel cuore di Bordighera Vecchia, tra le mura domestiche di via Dritta 16, Luigi Allavena trasformava la visione in realtà quotidiana. Per lui, il pennello non era solo il tramite dell'ispirazione, ma lo strumento nobile di un mestiere vissuto con dedizione: una fonte di sostentamento che richiedeva un dialogo costante con il gusto e le richieste del tempo.
L'arte di Allavena non restava confinata al momento fugace dell'ispirazione all'aria aperta. Quando un’ambientazione particolare o un'atmosfera suggestiva incontravano il favore dei suoi ammiratori, lo studio diventava il luogo della rielaborazione. Partendo da una traccia catturata meticolosamente dal vero, il pittore riproduceva e affinava quegli scorci tanto amati, rendendo immortali le luci e i colori che il mercato dell'arte gli chiedeva di ritrarre ancora una volta.
Bordighera: scogli di Arziglia
Sul prato (1905)
Con la moglie Giovannina nei pressi di Bordighera Vecchia. La fotografia non è solo un ritratto di famiglia, ma un'opera d'arte in sè. La scelta del soggetto, la composizione e l'atmosfera rivelano la sensibilità artistica del pittore che sapeva cogliere la bellezza anche nei momenti più semplici della vita.
In famiglia (1912)
A Sanremo durante una riunione di famiglia presso il fratello maggiore Michele, insegnante di disegno e pittore, dal quale Luigi ha ricevuto i primi rudimenti.
Incontro con i fratelli (1939)
Tessera (1926)
Documento personale
Stampe promozionali


